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Gli studenti della classe 4^ H dell’Istituto Berti, con la prof.ssa Bompard, hanno aderito al Progetto internazionale “Kaki Tree Project”, partecipando all’emozionante cerimonia della piantumazione della pianta di Kaki (giunta direttamente dal Giappone!) nel carcere Lorusso-Cutugno ( ex Le Vallette) di Torino. Per l'occasione hanno anche prodotto alcuni elaborati.

Berti carcere
Diospyros Kaki, una delle più antiche piante da frutto che l’uomo coltivi, conosciuta in Cina da più di 2000 anni. Detto Mela d’Oriente, i cinesi lo hanno definito l’Albero delle sette virtù: vive a lungo; offre una grande ombra; dà agli uccelli la possibilità di nidificare fra i suoi rami; non è attaccabile da parte dei parassiti; le sue foglie giallo-rosse in autunno sono decorative fino ai geli; il legno dà un bel fuoco; e la settima virtù consiste della ricchezza in sostanze concimanti il terreno per la caduta dell'abbondante fogliame.

Il 9 agosto 1945 a Nagasaki una esplosione nucleare (che tre giorni prima aveva distrutto Hiroshima) fece complessivamente più di 100.000 morti (alcuni dicono 200.000), distrusse completamente la città e contaminò l’aria, la terra e la vita che ancora doveva nascere. Mai un atto così grave, senza ritorno, era stato compiuto dall’uomo, anche in un evento tanto catastrofico quale quello della guerra.

L’unica pianta sopravvissuta all’apocalisse nucleare fu proprio il kaki e nel 1994, circa quant'anni dopo, Masayuki Ebinuma, botanico giapponese, riuscì ad ottenere dei semi dai quali nacquero le piante di kaki di seconda generazione. Nel 1995, grazie anche all’attività dell’artista giapponese Tatsuo Miyajima, è nata l’idea di far girare nelle scuole, giapponesi prima e poi in tutto il mondo, le pianticelle di kaki perché trasmettessero il messaggio di pace di cui sono portatrici.

Grazie alla ASL Torino2 ed al suo responsabile dott. Enrico Teta, oggi è arrivato presso la Casa circondariale Lorusso-Cutugno di Torino, in particolare alla Comunità arcobaleno per detenuti tossicodipendenti, il Kaki di Nagasaki, perché venga piantato all’interno della struttura. Secondo Teta: “Lo sviluppo del progetto (Kaki tree project) ha creato l’opportunità di parlare di pace, carcere, droghe e riabilitazione con alunni delle scuole elementari, studenti delle scuole medie e altri attori sociali, che difficilmente avrebbero avuto la possibilità di incontrarsi”. Gli studenti intervenuti alla cerimonia hanno dato forma artistica al concetto di pace e le opere realizzate saranno esposte da oggi, 28 marzo, fino al 5 aprile presso la Comunità Arcobaleno dell’Istituto Lorusso e Cutugno.
L'arcobaleno già da qualche anno é stato scelto come bandiera della pace. Con la piantumazione del kaki di Nagasaki, la Comunità Arcobaleno potrà farsi portatrice di un messaggio di riconciliazione, questa volta sì, bomba di pace colorata.

ANSAPiemonte
Progetto Kaki nel carcere di Torino
Redazione ANSA TORINO 26 marzo 2014 - 11:16 News – TORINO
- La Comunità Arcobaleno per detenuti tossicodipendenti del carcere di Torino inizierà la piantumazione del "Kaki di Nagasaki".E' una pianta sopravvissuta all'esplosione nucleare del '45 da cui il botanico giapponese Masayuki Ebinuma riuscì a ottenere semi per far nascere le pianticelle di kaki. A sostenere il progetto l'ASL TO2 assieme alla direzione del carcere,un gruppo di scuole,artisti e istituzioni. La cerimonia di piantumazione avverrà il 28 marzo alla presenza anche di studenti.